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SALVIAMO LA GARISENDA, LA TORRE PIU’ PENDENTE D’ITALIA A RISCHIO CROLLO

S.O.S Torre Garisenda

A Bologna in questi giorni non si fa altro che parlare con preoccupazione dello stato della Torre Garisenda.

La Garisenda infatti, una delle Due Torri simbolo di Bologna, in queste ultime settimane ha fatto registrare preoccupanti oscillazioni che hanno allarmato l’intera città di Bologna, le istituzioni, le imprese tecniche e tutti i bolognesi.

Nata e cresciuta all’ombra della sua sorella Torre degli Asinelli, la Garisenda porta con sé il primato di essere la torre più pendente d’Italia, supera infatti di 0,3 gradi la pendente Torre di Pisa.

I bolognesi, da sempre affezionatissimi a questa eterna seconda, vedono nella Garisenda il simbolo di chi non vuole necessariamente strafare o primeggiare, di chi parte svantaggiato, ma si impegna con forza e determinazione per ottenere i migliori risultati e per vivere dignitosamente nonostante le avversità.

Una visione romantica ed affettuosa di uno degli indiscussi e più conosciuti simboli del capoluogo emiliano romagnolo.

Storia della Torre più pendente d’Italia

La Torre Garisenda, divenuta di proprietà del Comune di Bologna solo nel recente 1904, venne costruita nel XII secolo, faceva infatti parte di quelle più di cento torri gentilizie che vennero erette a Bologna durante il medioevo. Al principio in Piazza di Porta Ravegnana, oltre alla Garisenda erano presenti la celebre Torre degli Asinelli ed altre tre torri minori (poi demolite per agevolare la viabilità e la costruzione di nuovi edifici).

Costruita tra il 1109 ed il 1110 dalla famiglia ghibellina di cambiatori dei Garisendi, da subito ebbe problemi di cedimento: originariamente alta 60 metri, dopo pochi anni dalla costruzione fu ridotta agli attuali 48 metri per evitarne il crollo. Con l’andare del tempo, a causa di un ulteriore cedimento strutturale del terreno e delle fondamenta, l’inclinazione è aumentata a tal punto da rendere ad oggi la Garisenda la torre più pendente d’Italia, con 3,22 metri di sporgenza dal vertice ed un angolo di ben 4 gradi.

La pendenza che dai suoi albori l’ha resa celebre, è citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia ed è scolpita sopra di una lastra di marmo posizionata sul retro della torre. Nel canto XXXI dell’Inferno il personaggio di Dante, tra l’ottavo ed il nono girone di dannati, si trova di fronte al “Pozzo dei giganti”, puniti per essersi opposti a Dio. Da esso fuoriesce per diversi metri il busto del gigante Anteo che, nello sporgersi dal pozzo e chinarsi in maniera imponente in direzione di Dante, viene paragonato all’inclinazione della torre pendente bolognese:

“Qual pare a riguardar la Garisenda
sotto il chinato quando un nuvol vada
sovr’essa sì ch’ella in contrario penda
tal parve Anteo a me, che stava a bada
di vederlo chinare […]”

Divina Commedia – Inferno, Canto XXXI

Tra le torri di quell’antico tessuto urbanistico medievale, sicuramente la Garisenda ne rappresenta da sempre una delle più particolari: la sua ben visibile pendenza, è oggi come allora il suo tratto distintivo.

Cosa sta accadendo alla Torre Garisenda

Al momento un team di esperti sta valutando in primis se ci sia effettivamente un rischio di crollo delle torre; nel caso fosse possibile scongiurare il pericolo e tenere la popolazione e gli altri edifici al sicuro, sarà valutato come e quando effettuare le opere di restauro necessarie per mettere in sicurezza gli edifici accanto ed a ridosso, gli avventori nelle zone limitrofe, il traffico veicolare e le torre stessa.

Il comitato di monitoraggio continuerà a studiare le oscillazioni, con particolare attenzione alle anomalie che hanno allarmato i tecnici negli ultimi giorni, mentre per la ristrutturazione è stata chiamata in causa, tra le altre, la ditta che si è occupata di interventi imponenti come la ricostruzione del Ponte Morandi ed il raddrizzamento, traino e trasporto fino a Genova della Costa Concordia.

Come cambierà la mobilità attorno alle Due Torri:

Al momento la zona di Piazza di Porta Ravegnana (dove sorgono le Due Torri) e le aree circostanti sono chiuse al traffico (anche pedonale) e transennate; dai primi sopralluoghi, pare che la soluzione più plausibile, sarà quella di chiudere al traffico il primo tratto di Via San Vitale per un paio d’anni, rendere inaccessibile la zona retrostante la torre e l’intera area ai lati per evitare pericoli. Questa precauzione dovrebbe permettere di limitare al minimo le vibrazioni del basamento, posizionare i macchinari necessari e dare la possibilità ai tecnici di completare un totale ripristino della sicurezza e ristrutturazione dell’intera torre.

In queste ultime ore infatti, la giunta comunale sta vagliando un nuovo piano di mobilità di Piazza di Porta Ravegnana.

Le ultime dichiarazioni fanno pensare ad un un nuovo assetto che potrebbe proseguire fino al 2026. Questo dovrebbe prevedere, tra le prime operazioni per permettere una totale messa in sicurezza, la chiusura temporanea della visite alla Torre degli Asinelli, la pedonalizzazione di Via Castel Tialto, la deviazione di tutti i bus (che transitano su Via San Vitale) in Via Irnerio e Via Santo Stefano e l’allestimento di una gabbia attorno alla Torre Garisenda.

Per gli ulteriori interventi, sarà fondamentale il parere degli esperti; oltre gli organismi già citati, scendono in campo anche numerosi progettisti, la protezione civile ed un selezionato comitato tecnico – scientifico.

Il Ministero della Cultura fa sapere, tramite il sottosegretario Lucia Borgonzoni, che ci sono la massima attenzione ed impegno del governo nel sostenere il Comune di Bologna e nel preservarne uno dei simboli; vengono confermati 5 milioni di euro a sostegno di tutte le operazioni che saranno necessarie.

Non resta che sperare che l’allarme rientri il prima possibile e che la torre pendente possa tornare presto alla normalità accanto alla vicina Asinelli, circondata dall’affetto di tutti i bolognesi.

Forza Garisenda, tifiamo tutti per te!

garisenda a rischio crollo

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