Condividi sui social!

IL TIPICO DOLCE DI CARNEVALE

Raviole con la mostarda, molto bolognesi!

C’è un dolce che, a Bologna, sa immediatamente di casa, di feste di paese e di tavole apparecchiate con semplicità: le raviole con la mostarda. Non sono un dessert elaborato né appariscente, e forse è proprio questo il loro segreto. Un dolce che non cerca di stupire, ma di rassicurare, e che ancora oggi continua a raccontare, morso dopo morso, una storia di semplicità e di tradizione.

Cosa sono le raviole con la mostarda

Le raviole con la mostarda sono uno dei dolci più riconoscibili della tradizione di Bologna, nonostante la loro estrema semplicità. A prima vista ricordano dei piccoli ravioli dolci, da cui prendono il nome: una mezzaluna di pasta frolla che racchiude un ripieno scuro, denso e profumatissimo. Nessuna glassa, nessuna decorazione superflua. Solo forma, sostanza e memoria.

La raviola bolognese è ottenuta ripiegando un disco di pasta su sé stesso e sigillandone i bordi. Le dimensioni sono contenute: sta comodamente nel palmo di una mano, pensata per essere mangiata senza formalità. La pasta esterna è friabile ma non secca, compatta al morso, con una dolcezza moderata che non sovrasta il ripieno. All’interno, la mostarda è morbida, densa e leggermente granulosa, con una consistenza che ricorda una confettura rustica.

Il sapore: dolce, fruttato, mai stucchevole

Il gusto delle raviole è equilibrato e riconoscibile. La frolla è semplice mentre la protagonista assoluta è la mostarda bolognese: una composta scura a base di frutta (tipicamente mele, pere cotogne e prugne), zucchero e scorza di agrumi.

Il sapore è poco dolce e non invadente, con una nota fruttata profonda e un leggero retrogusto amarognolo. Non c’è nulla di speziato o pungente: la mostarda bolognese ha solo un pizzico di senape e non va confusa con le mostarde del Nord Italia.

Gli ingredienti principali

Le raviole nascono da una cucina povera, domestica, dove si usava ciò che si aveva. Gli ingredienti sono pochi, essenziali e facilmente reperibili.

Ingredienti per la pasta frolla

  • Farina 00
  • Zucchero
  • Burro
  • Uova
  • Scorza di limone grattugiata

Ingredienti per la mostarda bolognese

  • Frutta mista (mele/pere cotogne, prugne)
  • Zucchero
  • Scorza di limone

per chi rispetta la ricetta “classica”, aggiungere anche:

  • Senape in grani (o in polvere)
  • Saba (mosto di uva cotto)

Ricetta tradizionale delle raviole con la mostarda

Preparazione della mostarda

  • Cuocere la frutta a pezzi con lo zucchero a fuoco lento
  • Aggiungere la scorza di limone grattugiata
  • Mescolare fino a ottenere una composta densa
  • Unire senape e saba per raggiungere la consistenza desiderata
  • Lasciare raffreddare completamente

Preparazione delle raviole

  • Impastare gli ingredienti della frolla fino a ottenere un panetto omogeneo
  • Stendere la pasta sottile
  • Ricavare dei dischi
  • Farcire con un cucchiaino di mostarda
  • Ripiegare a mezzaluna e sigillare i bordi
  • Cuocere in forno finché risultano dorate

Il risultato è un dolce semplice, autentico, profondamente bolognese.

Origini e storia delle raviole bolognesi

Le raviole nascono nel mondo contadino, come dolce povero ma festivo, preparato con ingredienti semplici e legato a momenti ben precisi dell’anno. Le loro radici affondano in una società agricola in cui nulla andava sprecato. La frutta troppo matura, soprattutto prugne, mele e pere cotogne, veniva cotta lentamente con zucchero e scorze di agrumi per ottenere la mostarda bolognese, una conserva pensata per durare nel tempo. La pasta frolla, spesso preparata con strutto invece che burro, era un lusso moderato, riservato alle feste. Unendo le due cose nasceva un dolce essenziale, nutriente e facilmente trasportabile.

Il legame più forte delle raviole è però con il Carnevale, periodo di eccesso controllato prima della Quaresima. In una cultura profondamente segnata dal calendario religioso, il Carnevale rappresentava uno degli ultimi momenti di abbondanza concessi: si mangiava più ricco, più dolce, più grasso. Le raviole entrano proprio qui, come dolce simbolo di festa, preparato in casa e condiviso.

In molte zone della campagna bolognese, e ancora oggi in città, le raviole venivano (e vengono) preparate in grandi quantità nei giorni di Carnevale e distribuite ai bambini, ai vicini, durante le feste. Col tempo, la tradizione si è consolidata e le raviole sono diventate uno dei simboli gastronomici del Carnevale bolognese, accanto alle sfrappole.

La mostarda bolognese: ingrediente simbolo

Se le raviole sono il contenitore, la mostarda bolognese è senza dubbio l’anima del dolce. È lei a dare identità, profumo e profondità di sapore a una preparazione che, senza questo ripieno, perderebbe gran parte del suo significato. Attenzione però: quando a Bologna si parla di mostarda, non si intende affatto ciò che altrove in Italia viene associato a questo nome.

Cos’è la mostarda bolognese

La mostarda bolognese è una composta dolce di frutta, cotta lentamente con zucchero e scorza di limone, con poca senape, senza spezie piccanti, senza aromi aggressivi. Ha un colore scuro, una consistenza densa e un sapore profondo, fruttato, leggermente acidulo e mai stucchevole.

Nasce come preparazione domestica, di recupero e conservazione, pensata per valorizzare la frutta autunnale e renderla disponibile nei mesi successivi. È una conserva povera solo in apparenza, perché richiede tempo, pazienza e una buona conoscenza delle materie prime.

Perché mele e pere cotogne sono fondamentali

Uno degli aspetti più caratteristici della mostarda bolognese è l’uso di mele e pere cotogne, frutti oggi poco presenti sulle nostre tavole ma un tempo diffusissimi nelle campagne. Le cotogne non sono adatte al consumo crudo: sono dure, aspre, ricche di tannini. Ma è proprio questa loro natura a renderle perfette per la mostarda.

Durante la lunga cottura:

  • rilasciano pectina naturale, che addensa la composta senza bisogno di additivi
  • sviluppano un aroma intenso e complesso, difficile da ottenere con altri frutti
  • conferiscono una nota leggermente acidula e amarognola che bilancia lo zucchero

In passato, usare cotogne significava anche fare una scelta pratica: erano frutti resistenti, si conservavano a lungo e crescevano facilmente nei poderi. La cucina contadina sapeva sfruttarle al meglio, trasformando un frutto “difficile” in un ingrediente prezioso.

Perché è diversa dalle altre mostarde italiane

A differenza della mostarda cremonese o di altre versioni regionali:

  • non è piccante
  • non accompagna piatti salati
  • non contiene senape né essenze forti

È pensata esclusivamente per la pasticceria tradizionale, in particolare per le raviole e la pinza. Una mostarda gentile, profonda, che non cerca di stupire ma di durare nel tempo. Ed è proprio questa sobrietà, questa fedeltà agli ingredienti e ai gesti antichi, a renderla uno degli elementi più autentici della tradizione dolciaria bolognese.

Raviole fatte in casa e raviole delle pasticcerie

Le raviole con la mostarda vivono da sempre su due piani paralleli: quello domestico, fatto di cucine di casa e ricette tramandate, e quello artigianale, legato alle pasticcerie storiche di Bologna. Due mondi diversi, ma complementari, che raccontano lo stesso dolce con sfumature differenti.

Le raviole fatte in casa sono un dolce legato al gesto, al tempo lento, alla dimensione familiare. Qui la ricetta non è mai “una sola”: ogni famiglia ha la sua versione, con più o meno mostarda, più o meno dolcezza, frolla più friabile o più compatta.

Le raviole delle pasticcerie, invece, sono il risultato di una lavorazione più precisa e costante. La pasta ha comunque un carattere rustico ma la chiusura  è impeccabile, la cottura calibrata. La mostarda viene dosata con equilibrio, per garantire un gusto armonico a ogni morso. Negli ultimi anni molte pasticcerie hanno iniziato a proporre anche varianti moderne: frolla al burro più delicata, piccole reinterpretazioni del ripieno, dimensioni piccole o molto grandi.

Le raviole e Bologna

E poi c’è l’esperienza, quella che va oltre il dolce in sé. Sgranocchiare le raviole passeggiando sotto i portici di Bologna è quasi un rito. Il sacchetto di carta, il profumo della frolla, un morso mentre la città scorre intorno. È un gesto semplice, quotidiano, ma profondamente bolognese. Un modo per assaporare la tradizione non seduti a tavola, ma vivendo la città sotto quei portici che da secoli proteggono storie, sapori e abitudini.

Oggi, che siano preparate in casa o acquistate in pasticceria, le raviole continuano a parlare lo stesso linguaggio. Mangiarle significa riconoscere un sapore antico e ritrovare un legame profondo con Bologna, con i suoi portici e con una tradizione che non ha bisogno di essere reinventata per restare viva. Perché alcune ricette non seguono le mode: attraversano il tempo, un morso alla volta.

RESIDENCE GMA BOLOGNA

La tua vacanza a Bologna!

Visita Bologna e le sue bellezze con gli appartamenti GMA Residence: appartamenti completi di cucina per soggiornare in un alloggio di qualità nel centro storico di Bologna a due passi dalle due Torri, nel cuore pulsante della città.

Prenota per un pernottamento alternativo a bad&brekfast, hotel o alberghi, oppure come casa vacanze per un periodo più lungo.